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Life is sweet (Fabi-Silvestri-Gazze')
Pubblicato da: paoletta , il: 21/3/2015

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Life is sweetFabi-Silvestri-Gazze' - (commento di Pino Fanelli da “Se Vuoi” )

 

            "Life is sweet" è il singolo che inaugura il nuovo progetto discografico che ha unito Niccolo' Fabi, Daniele Silvestri e Max Gazze', e che ha preso definitivamente forma in autunno. Il brano, scritto, cantato e suonato dai tre cantanti, parla di un viaggio che procede metaforicamente tra vari percorsi. E' un  testo ricco di immagini di vita vissuta.

 

 

 

Disteso sul fianco passo il tempo
fra intervalli di tempo e terra rossa.
Cambiando prospettive
cerco di capire il verso giusto,
il giusto slancio per ripartire
.
Questa partenza è la mia fortuna.

Un orizzonte che si avvicina…
e intanto aspetto
che il fango liberi le mie ruote
che la pianura calmi la paura

che il giorno liberi

la nostra notte…

Ma tutti insieme siamo tanti,
siamo distanti
siamo fragili macchine
che non osano andare più avanti
siamo vicini ma completamente fermi
siamo famosi istanti

divenuti eterni.

E continuare per questi
pochi chilometri
sempre pieni di ostacoli
e baratri da oltrepassare

sapendo già
che fra un attimo ci dovremo
di nuovo fermare…
Life is sweet!

Un ponte lascia passare le persone
un ponte collega i modi di pensare
un ponte chiedo solamente
un ponte per andare.


E non bastava già questa miseria
alzarsi e non avere prospettiva…
e la paura che ci arresta
che ci tempesta…
La cura c’è

ma l’aria non è più la stessa
e continuare

non è soltanto una scelta
ma è la sola rivolta possibile


Life is sweet!
mi basterebbe avere un posto
da raggiungere


 

 

 

Cambiando prospettive cerco di capire il verso giusto, il giusto slancio per ripartire”: gli autori della canzone ricorrono alla metafora della vita come viaggio, che a volte ha bisogno di una pausa per un necessario ripensamento e chiede che le nostre scelte e percorsi siano rivisti e rivalutati. A volte è proprio necessario cambiare direzione e dirigersi verso nuovi orizzonti.

 

Questa partenza è la mia fortuna … un orizzonte che si avvicina … mi basterebbe avere un posto da raggiungere”: avere una visione dinamica della vita vuol dire essere disposti a spostare sempre più avanti i paletti che noi piantiamo per fissare la nostra tenda. Partire è un po’ morire, perché ci aiuta a sradicarci dalle nostre sicurezze per cercare “oltre” un orizzonte nuovo.
Questo dinamismo del “camminare” è una continua opportunità per crescere e aprirci “ al non ancora conosciuto”. Occorre infatti guardare sempre al futuro con speranza e ottimismo, con la consapevolezza che ciò che si raggiunge è sempre più grande di ciò che si lascia. Nella Bibbia c’è una figura emblematica dell’uomo che si mette in gioco e riparte sempre di nuovo verso il non conosciuto, è  Abramo (cfr. Gen 12-25), considerato il padre di ogni uomo che cammina nella fede. Egli lascia le sue sicurezze (la terra di origine, i suoi beni...) per trovare un bene più grande che Dio gli promette: i figli, la discendenza, una nuova terra.

 

Aspetto che il fango liberi le ruote, che la pianura calmi la paura … la paura che ci arresta, che ci tempesta”: a volte le sofferenze e le delusioni, passate e presenti, possono infangare il nostro cammino e ci incutono la paura nel futuro. La vita è un viaggio complesso, e a volte restiamo bloccati, paralizzati dall’ansia di non riuscire ad andare oltre le delusioni. È normale che esista la paura, ma l’importante è che essa sia accompagnata dal coraggio, che non è assenza, ma resistenza e dominio della paura! Non bisogna lasciarsi sopraffare, altrimenti diventa un ostacolo...

 

 E continuare per questi pochi chilometri sempre pieni di ostacoli e baratri da oltrepassare sapendo già che fra un attimo ci dovremo di nuovo fermare”: spesso ripartire non basta. Bisogna carburare, affrontare altre soste, superare i momenti bui che non smetteranno mai di ostacolare il nostro cammino. Vivere è anche sopportare il peso della paura, della solitudine, della miseria provocata dall’assenza di prospettive.

 

 Un ponte lascia passare le persone... collega i modi di pensare ...chiedo solamente un ponte per andare”: il ponte collega i modi di pensare tra le persone perché arrivino a comunicare, ad esprimere ciò che sono e ciò che sentono. Il ponte è anche ciò che ci può aiutare ad andare oltre, a ridestare le speranze, a intravvedere una luce in quell’orizzonte verso cui avevamo timore di guardare, a sentirci più liberi, a ridare fiducia al prossimo, perché “insieme siamo tanti”, e lungo quel ponte siamo “tutti indistintamente fragili”, ma mai davvero soli.

 

 Continuare non è soltanto una scelta ma è la sola rivolta possibile”: siamo per natura “in cammino”, in viaggio, e non possiamo fermarci al passato o al già raggiunto, ma dobbiamo sempre essere aperti al futuro e a un orizzonte che ci si dischiude solo strada facendo. Siamo sempre “on the road” e la certezza di avere davanti una mèta ci spinge a rimetterci sempre in cammino e a non arrenderci mai.

 

 

 

 

PER RIFLETTERE: à Nel viaggio della vita sei capace di fare delle revisioni per capire  in che direzione stai andando? à La vita ti spinge sempre a ripartire: come integri nel tuo cammino la prospettiva della “mobilità”? à Quali sono le difficoltà e le “resistenze” che ti bloccano? à Sai costruire ponti tra le persone?




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