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A chi (G. Lariccia)
Pubblicato da: paoletta , il: 21/3/2015

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A chiGiacomo Lariccia - (commento di Pino Fanelli da “Se Vuoi” )

 

            Una bella sorpresa il nuovo album di Giacomo Lariccia, giovane cantautore romano che il nostro paese conosce ancora poco e che dodici anni fa ha lasciato l'Italia per trasferirsi a Bruxelles. "Sempre avanti" è in testa alle classifiche in Belgio ed esprime l'energia che permette di guardare il futuro a testa alta, il desiderio di non arrendersi, di continuare a cantare alla vita. Del nuovo album presentiamo il brano "A chi" dedicato a tutti i delusi della vita che cercano un riscatto.

 

 

 

A chi crede

in una storia improvvisa
a chi cerca il senso della vita
a chi non piace

il proprio vestito
a chi non ha capito.

A chi pensa nuove soluzioni
a chi non vuole più illusioni

a chi ricorda con rimpianto
a chi vive

della gioia di un incontro.

A chi pensa di aver fallito
a chi non vede
la meraviglia di un sorriso
a chi corre più veloce del tempo
a chi non è contento.

A chi scioglie

i lacci del presente
e a chi li lega

silenziosamente
a chi sogna

un angolo remoto
a chi è stanco

di questo vuoto.

A chi cerca

ogni giorno di cambiare
a chi non sa più perdonare
a chi non vuole

sparire nello schianto
a chi confessa nella notte
di aver pianto.

A chi aspetta una dignità nuova
a chi non piace quel che trova
a tutti noi

canterò questa canzone,

noi che dalla vita
pretendiamo una ragione.


 

 

 

“A tutti noi canterò questa canzone”: l’Autore indirizza la sua canzone a quanti “pretendono dalla vita una ragione”, a coloro, cioè, che non si lasciano vivere ma si pongono domande per vivere più autenticamente e da protagonisti!

 

A chi cerca il senso della vita … a chi è stanco di questo vuoto”: cercare un senso alla propria vita è importante perché nessuno viene al mondo come frutto del caso, ma per realizzare un progetto che gli è stato affidato e che pian piano deve scoprire e realizzare. La ricerca di senso esprime quell’inquietudine che ognuno si porta dentro e che spinge a mettersi in cammino, a vedere la propria vita come un viaggio.
In questa prospettiva il progetto di ognuno, che è la propria realizzazione personale, si inserisce in un progetto più vasto che è il progetto di Dio per tutti. Oggi questo è difficile perché nella nostra cultura del relativismo manca un orizzonte di significato che faccia da sfondo al nostro vivere e alle nostre scelte. Assistiamo a una frammentazione del “Senso” che si esprime in una ricerca costante di “piccoli sensi” (obiettivi a breve termine) che rispondono al bisogno di immediatezza e che hanno il volto della mutevolezza e della provvisorietà.
 

 

A chi pensa nuove soluzioni a chi non vuole più illusioni … A chi cerca ogni giorno di cambiare”: oggi i giovani - stanchi di promesse non mantenute da molti venditori di illusioni - sentono sempre più l’esigenza di nuove prospettive e soluzioni ai tanti problemi che minano il loro presente e il loro futuro. È forte, per esempio, il bisogno di punti di riferimento etici e spirituali, la certezza di un lavoro… I giovani hanno in sé le capacità e la creatività di progettare un nuovo futuro, ma chiedono più fiducia.

 

 A chi pensa di aver fallito … a chi non è contento”: in questo tempo di crisi che stiamo attraversando si può avere la sensazione di aver fallito, di non essere più protagonisti nella società ma “periferia”, tagliati fuori dalla costruzione di un futuro migliore. È però importante non deprimersi e imparare a trasformare questo disagio in una nuova opportunità, come dice bene  A. Einstein: «Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi è la crisi dell’incompetenza. L’inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito. E’ nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa che è la tragedia di non voler lottare per superarla”».

 

 A chi aspetta una dignità nuova”: oggi c’è un urgente bisogno di rimettere la persona umana al centro poiché spesso essa viene ferita nella sua dignità, violentata nei suoi diritti fondamentali, ridotta a oggetto di consumo, a “scarto umano” (Papa Francesco). C’è bisogno di un cambiamento e chi meglio dei giovani può fare questo? Sono loro il “capitale umano” su cui investire e fare affidamento. 

 

 

 

 

PER RIFLETTERE: à Per te, cos’è il senso della vita? à Senti di essere parte attiva per un cambiamento della società? à Come reagisci davanti alla crisi, alle crisi?




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