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Gesù, grande rompi alla nascita
Pubblicato da: donmauro , il: 17/12/2005

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GESU’, GRANDE ROMPI alla nascita

 

Se il buongiorno si riconosce dal mattino…

Nei cosidetti vangeli dell’infanzia (i primi due capitoli degli evangelisti Matteo e Luca) c’è già tutto Gesù: il grande rompi che contesta e sconvolge il nostro normale modo di pensare.

 

    Tutti gli Ebrei, compresi Maria e Giuseppe, aspettano il Messia, l’eroe super che avrebbe fatto vedere i sorci verdi ai Romani.

Invece? Gesù nasce fuori casa, in una grotta.

Certo, ci sono gli angeli… Ma a chi si rivolgono? Ai pezzi grossi? Ai capoccioni?
Macchè!

Ai pastori! Gente di così cattiva fama che i benpensanti di Gerusalemme li chiamano con disprezzo pubblici peccatori perché non rispettavano le loro parole, nemmeno il riposo del sabato, perché: “Le pecore mangiano e bevono anche di sabato, altro che storie!”, dicevano.

 

    Dopo quaranta giorni, i genitori, per riscattarlo, lo portano al tempio, dove era lecito pensare sarebbe stato accolto da una processione di sacerdoti.

Soltanto due vecchi, Simeone e Anna, forse considerati visionari mezzo rimbambiti.

 

    Dopo alcuni mesi, arrivano dei Magi dall’Oriente.

Incuriositi da una strana stella, cercano il re dei Giudei. Tutta Gerusalemme si agita, ma soltanto Erode si muove… per far fuori il bambino, come ha fatto con tutti coloro che, non si sa mai, avrebbero potuto sfilargli la poltrona.

Clamoroso, nell’occasione, l’atteggiamento dei sommi sacerdoti e degli scribi: le autorità religiose e gli studiosi della Bibbia. Forniscono al re tutte le indicazioni, ma non si spostano di un centimetro.

 

    Dopo l’arrivo dei Magi con i loro magnifici doni, Maria e Giuseppe avranno pensato: “Finalmente qualcosa si muove. Adesso la potenza del Messia finalmente si manifesterà”.

Invece la fuga in Egitto: difficile, dura, come una fuga, come quella dei nostri extracomunitari. Non infiorettata di miracoli come raccontano i vangeli apocrifi (cioè non autentici, dai quali attingono tutti i film di Gesù Bambino che nel periodo natalizio le reti tv fanno a gara a trasmettere).

 

    Poi tanti anni a Nazareth.

Vita normale, come quella di tutti i bambini, con i problemi di tutti i bambini, fino a dodici anni, l’età in cui i bambini ebrei venivano ammessi nella sinagoga.

Come li festeggia Gesù?

Con la scappatella imprevedibile di fermarsi nel tempio senza avvertire i genitori. Che, dopo, averlo cercato angosciati come ogni genitore, si sentono dire: “Perché mi cercate? Non sapete che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?”.

E’ troppo!

Tanto che l’evangelista Luca deve annotare che Maria e Giuseppe “non compresero le sue parole”.

 

    Figuriamoci se è facile per noi comprendere le parole di Gesù e tutto quello che riguarda la sua venuta tra noi! Infatti facciamo una grande fatica a comprendere la nascita di Gesù come la rottura più clamorosa mai avvenuta nel mondo: un Dio che nasce piccolo e povero, sconvolgendo tutti i criteri umani, secondo i quali, se non sei grande e grosso, potente, ricco, famoso, bello, sano… non vali niente.

Perché proprio questo è la nascita di Gesù: lo scombussolamento di tutte le sicurezze umane:

-          Tutti gli uomini e le donne sono uguali, perché sono uomini e donne. Non per altri motivi.

-          Tutti gli uomini  e le donne sono importanti, sono liberi, valgono perché sono uomini e donne.   Non per altri motivi.

-          Ciò che è vero, bello e buono non dipende da quello che dicono, pensano e fanno tutti, ma da ciò che è bene per tutti, soprattutto per i più deboli.

-          Credere in Dio non vuol dire tentare di farlo ragionare come noi, ma accettare di ragionare come lui.

-          Credere in Gesù non vuol dire portarlo sulle nostre strade, ma seguirlo sulle sue strade.

-          La morte (e questa è la rottura più clamorosa), non è la conclusione ovvia della vita umana, perché dopo non c’è più niente, tutt’al più qualche rimasuglio di ombre.

 

    Gesù che nasce piccolo, povero, indifeso, straniero…

Se ci pensiamo bene, ci vengono i brividi. Perché non è possibile di poter considerare gente di serie B coloro che sono piccoli, poveri, indifesi, stranieri…

E ci vengono i brividi anche al pensare che abbiamo fatto di tutto per ridurre il Natale, la celebrazione della nascita di Gesù, a una festa che rassomiglia assai poco alla rottura che è stata ed è la nascita di Gesù.

 

    Pazienza! Noi siamo fatti come gli uomini e le donne del tempo di Gesù: quello che ci rompe cerchiamo di evitarlo.

 

    Gesù, non lasciarci tranquilli!

 

    Da “Gesù, il Grande Rompi” di Tonino Lasconi, ed. Paoline

 

“Chiamare Gesù grande rompi può dar fastidio a qualcuno. Gli può sembrare irriverente, perfino un po’ blasfemo. Ma soltanto se questo qualcuno ha paura delle parole, e, soprattutto, se non conosce veramente Gesù. Perché, se lo si conosce davvero, non si può non essere d’accordo che Gesù è stato il più grande rompiscatole della storia. E’ venuto sulla terra sconvolgendo tutte le convinzioni e le convenzioni sulle quali il mondo si era accomodato”, - dall’introduzione dell’Autore.

 

Tonino Lasconi è un notissimo autore di libri dedicati al mondo della formazione dei ragazzi e di tutti coloro che vogliono crescere nella fede. Con il suo stile immediato egli si rivolge con efficacia sia agli educatori che agli stessi giovani e giovanissimi. (postato da paoletta)




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