Portale pastorale con immagini e video
 
 Cerca  

Menu principale
Home Page
Cartoline virtuali
Guarda cartolina
Cartoline inviate e ricevute

Calendario eventi
Aggiungi un'evento

Siti Partner
Link
Segnala
Più visitati
Più votati

Chat
Archivio messaggi

Documenti
Notizie
Invia articolo
Archivio notizie
Argomenti

Liturgia del giorno

NOVITA'


Immagini religiose



Espande/Riduce le dimensioni di quest'area
 
Espande/Riduce le dimensioni di quest'area
Bella e la Bestia
Pubblicato da: paoletta , il: 26/6/2007

Scarica questa pagina sul tuo computer

L’IMPORTANTE E’ DENTRO:

   Uno degli obiettivi dell’insegnamento religioso è far scoprire ai ragazzi la vita, il corpo, l’intelligenza come doni preziosi di Dio. Far comprendere che Dio vuole che noi viviamo e cresciamo nella gioia e nella pienezza. Mostrare che la nostra prima risposta consiste nell’accettare il dono di Dio, nel crescere, nel circondare di stima e di rispetto il nostro corpo.

   Un pericolo da evitare è il “dualismo”: non parliamo del corpo come di un elemento separato dal nostro io.

   Spesso si dice: “Io ho un corpo, io ho uno spirito…”.

   “Non così si esprime la Bibbia e la moderna antropologia: Io sono il mio corpo; Io sono la mia anima. Quello che chiamo il mio corpo non è nient’altro che il mio io che si esprime, che ama, che agisce, che si radica nel mondo delle cose, che ci permette di entrare in comunicazione con gli altri… E’ il mio legame con l’universo.

   Certo io non sono tutto e solo corpo, e il corpo non è tutto il mio io.

   E se da una parte il corpo esprime e manifesta il mio io, dall’altra lo limita, lo nasconde, qualche volta lo tradisce.

   Il corpo dell’uomo è mistero, proprio perché l’uomo non è solo corpo” (Mario Filippi).

    La civiltà contemporanea però dà importanza soprattutto ai valori estetici, a ciò che si vede, a ciò che appare. Un corpo perfetto e bellissimo è l’ideale di ogni pubblicità. Per molti è diventato un valore assoluto.

    I bambini assorbono questa mentalità e spesso sanno essere molto crudeli con i loro compagni che hanno qualche difetto fisico, anche minimo.

 

 

 

BELLA E LA BESTIA

 

            C’era una volta un uomo molto ricco che aveva tre figlie.

Un brutto giorno, l’uomo perse di punto in bianco quasi tutto il suo denaro. Così fu costretto a vendere la villa in cui abitava e ritirarsi in una casupola in campagna.

 

Le due figlie maggiori non facevano che lamentarsi perché nessuno le invitava più alle feste.

Ma la più giovane, chiamata Bella per il bel viso e il carattere dolce, affrontava serenamente la cattiva sorte.

Un giorno, il padre andò in città a cercar lavoro.

Montando a cavallo, chiese alle figlie cose avrebbero desiderato in dono, caso mai avesse guadagnato bene.

“Per me un bel vestito”, disse la maggiore.

“Una collana d’argento”, fece la seconda.

“A me basta che tu torni sano e salvo”, fu il commento di Bella.

 

“Ma Bella, ci deve pur essere qualcosa che tu desideri!”.

“Una rosa rossa da mettere fra i capelli, allora”, rispose sorridendo. “Ma è inverno e se non la trovi, pazienza”.

“Farò del mio meglio”, disse il padre.

 

 

La grande casa illuminata

 

Ma purtroppo le cose non andarono bene in città.

Non c’era lavoro da nessuna parte.

 

I soli doni che poté permettersi furono frutta e cioccolata per le figlie maggiori, ma non trovò nemmeno un fiore da portare a Bella.

Per di più, nel viaggio di ritorno il suo cavallo si azzoppò ed egli dovette proseguire a piedi.

 

Stava infuriando una tormenta di neve e il poveretto si trovò completamente sperduto in mezzo ad un bosco scuro.

 

All’improvviso, distinse nel nevischio una grande casa dalle finestre illuminate.

“Ah, se solo potessi rifugiarmi là dentro!”.

 

Aveva appena finito di parlare che il cancello si spalancò: il vento lo sospinse per il viale fino all’ingresso della casa.

La porta si aprì cigolando e rivelò una tavola illuminata da candele e riccamente imbandita.

 

Si volse verso il cancello e, attraverso i mulinelli di neve, lo vide richiudersi silenziosamente.

 

Entrò titubante nella casa e la porta si rinchiuse dietro di lui.

Mentre si guardava intorno silenziosamente, una delle seggiole si staccò da sola da tavolo: era un invito a sedersi!

“Beh, non c’è dubbio che sono il benvenuto”, pensò. “Tanto vale che ne approfitti”.

 ,

Dopo aver mangiato e bevuto a sazietà, il letto lo invitò a dormire, mentre le coperte si sistemavano da sole.

Si risvegliò, fresco e riposato, il mattino dopo.

 

La tavola gli aveva preparato una ricca colazione.

In un vaso d’argento splendeva persino una bella rosa rossa.

“Che fortuna! Bella avrà il suo regalo, nonostante tutto”.

 

Si preparava a partire, con la rosa sotto il mantello, quando il silenzio fu rotto da un ruggito terrificante.

Il fuoco del camino sprizzò alte scintille e le fiamme della candela tremolarono.

 

La porta d’ingresso si spalancò di colpo e apparve ua figura mostruosa.
           

 

 

L’anello magico

 

Era un uomo o una bestia?

Era vestito come un uomo, ma aveva zampe pelose al posto delle mani e la testa era un intrico di pelo arruffato.

“Così rubi la ma roba, eh?”, ringhiò la Bestia, mostrando le sue poderose zanne.

“Bel ringraziamento dopo l’ospitalità che ti ho dato!”.

 

L’uomo era mezzo morto di paura.

“La prego di perdonarmi, signore. Era per mia figlia Bella. Ma gliela restituisco subito, naturalmente”.

 

 “Troppo tardi!”, grugnì la Bestia. “Ora tienitela… e portami in cambio tua figlia”.

 “No!”, ansimò il povero padre. “No!”.

 

“E allora ti mangerò subito”, ruggì il mostro.

 Mangia pure me, ma non far del male a mia figlia”, replicò il poveretto.

“Se la mandi qui, non le torcerò un capello”, disse la Bestia. “Ti do la mia parola. Ora scegli”.

 

Il padre della fanciulla accettò il terribile patto e la Bestia gli diede un anello magico che, se girato tre volte sul dito, avrebbe condotto Bella al suo palazzo.

Il pover’uomo ritrovò il cavallo guarito, ma il suo viaggio verso casa fu pieno di tristezza.

 

Raccontò tutto alle figlie, con aria desolata.

“Ha proprio detto che non mi farà del male, papà?”, chiese Bella.

“Ha dato la sua parola”.

“Allora dammi l’anello”, disse Bella, “e, vi prego, non dimenticatemi”.

 

Li baciò uno per uno, si mise l’anello e lo girò tre volte.

In un attimo, si trovò nella dimore della Bestia.

 

Il mostro non era lì ad aspettarla, e non lo vide per parecchi giorni, ma la casa incantata badava a lei con molta cura: le porte si aprivano da sole, i candelieri fluttuavano su per le scale guidandola verso la sua camera, il cibo compariva magicamente.

Bella non era intimorita da tutti quei misteri, soltanto si sentiva un pò sola.

 

Un giorno, mentre passeggiava nel giardino, incontrò la Bestia.

Bella non potè fare a meno di gettare un grido e di coprirsi gli occhi.

 

“Non aver paura, Bella”, mormorò la Bestia, cercando si rendere più gradevole la propria voce.

“Sono venuto solo per salutarti e per sapere se ti piace stare a casa mia”.

“Beh”, rispose Bella con un profondo sospiro, “Preferirei   essere a casa… ma qui vengo trattata molto bene”.

“Allora non ti dispiace se passeggio un po’ con te?”, chiese la Bestia.

 

E così dal quel giorno la Bestia venne spesso a trovare Bella, ma non si sedette mai alla grande tavola con lei, per non spaventarla troppo.

 

 

“Ti prego, non morire!”

 

Piano piano, Bella si accorse che la Bestia aveva in realtà un cuore buono e generoso e cominciò ad aspettare con ansia il momento di vederlo.

 

“Ci sono degli uomini più mostri di te”, gli diceva Bella. “Ed io preferisco mille volte te, così come sei, a quelli che, pur avendo un aspetto umano, nascondono un cuore falso, corrotto e ingrato”.

 

Una sera che Bella stava leggendo un libro vicino al fuoco, la Bestia le si avvicinò e le disse all’improvviso:

“Sposami, Bella”.

 

Aveva l’aria così trepidante che Bella provò pietà per lui.

“Tu mi piaci davvero molto, Bestia, ma non posso sposarti. Sarò sempre una buona amica per te!”.

 

La Bestia le ripeté spesso la sua proposta.

Lei rispondeva sempre “no” con la maggior grazia possibile.

 

Ma un giorno, Bella vide nello specchio magico, che la Bestia le aveva donato, che suo padre era gravemente ammalato e chiese il permesso di andare a visitarlo. 

 “Puoi andare a casa per otto giorni, se prometti di tornare”, le concesse la Bestia.

 

Bella promise e, in un attimo, si trovò nella sua casa.

Raccontò la storia e, solo vedendola, il padre cominciò a star meglio.

 

Le sue sorelle si erano sposate, ma erano infelici.

La prima aveva sposato un uomo vanitoso e vuoto che passava le giornate a curare la propria bellezza. La seconda aveva sposato un uomo acuto, ma cattivo, che si divertiva a punzecchiarla e mortificarla per dimostrare la sua intelligenza.

Bella parlava invece della gentilezza e della bontà della Bestia.

 

La settimana trascorse in un baleno.

Un po’ per invidia e un po’ per curiosità, le sorelle cominciarono a inventare pretesti su pretesti per trattenere Bella e farle dimenticare la promessa di tornare dalla Bestia.

 

Un’altra settimana passò e niente accadde.

Ma una sera, mentre Bella si stava spazzolando i capelli davanti allo specchio, la sua immagine scomparve e al suo posto vide la Bestia.

Giaceva vicino alla fontana quasi sepolto dalle foglie cadute.

 

Lontano da lei la Bestia stava morendo

 

“Oh”, esclamò Bella in lacrime, “Ti prego, non morire. Torno subito da te!”..

 

Girò l’anello intorno al dito per tre volte e si trovò al suo fianco nel giardino.

“Ti prego, perdonami”, singhiozzò, prendendo in grembo quell’enorme testone. “Io non volevo ucciderti: ti voglio bene!”.

 

Non appena Bella ebbe pronunciato queste parole, la casa si illuminò di infinite luci.

Bella la vide attraverso gli occhi pieni di lacrime.

 

Ad un tratto Bestia parlò, ma la sua voce era diversa.

“Guardami, Bella e guarda cosa ha fatto il tuo amore”.

 

Bella si asciugò gli occhi e vide che stava accarezzando una testa di capelli biondi.

La Bestia non c’era più e al suo posto c’era un bellissimo giovane.

 

“Chi sei?”, mormorò.

Egli le prese il viso tra le mani.

“Sono un giovane principe”, rispose. “Una strega mi aveva tramutato per sempre in mostro e solo l’amore sincero di una fanciulla mi avrebbe potuto salvare.

Sono così contento che tu sia tornata. Ora, vorrai sposarmi?”.

“Certo, mio principe”.

 

E vissero per sempre felici e contenti.

 

 

 

 

L’ESPERIENZA NASCOSTA NEL RACCONTO:

La fiaba vuole mettere in rilievo l’importanza dei valori  interiori

E’ così facile, soprattutto in una società esternizzante come l’attuale, trascurarli per le apparenze esteriori.

La profonda bontà dell’animo rende “amabile” anche un essere deforme come la Bestia.

      L’amore autentico, poi, ha un potere immenso: riesce a trasformare la Bestia in un bellissimo principe.

  

PER IL DIALOGO:

La favola ha uno svolgimento molto semplice, l’educatore può tuttavia agevolare il dialogo con alcune domande:

- Che cosa vi colpisce maggiormente nel personaggio della Bestia? E in quello di Bella? Qual è la qualità che li contraddistingue?

- Che cos’è che fa veramente “amabile” una persona? Voi, che cosa cercate prima di tutto nei vostri amici?

- Esistono nella realtà delle persone che sono un po’ come la Bestia? Potete fare qualche esempio?

-  Nel mondo in cui viviamo conta molto la bellezza fisica?

- Che cosa pensate degli handicappati? Conoscete la storia di qualcuno di essi?

 

PER L'ATTIVITA':

I bambini possono dividere un grande cartellone in due parti. Ne intitolano una “Questo è bello per gli

uomini”, l’altra “Questo è bello per Dio”. Con foto tratte dalle riviste, titoli di giornali o altro devono riempire

le due parti e poi discuterle con l’educatore.

L’educatore potrebbe anche portare il libro di M. Muggeridge su Madre Teresa, intitolato “Qualcosa di bello

per Dio” (Ed. Paoline) e commentare le fotografie con i bambini.

 

 

ANCHE LA BIBBIA RACCONTA…

L’educatore può commentare con i ragazzi più grandicelli le parole di Gesù su ciò che rende veramente impuro un uomo. Sono riportate nel Vangelo di Marco 7,14-23.




Salva questa pagina nel formato:

[ Torna a LE FAVOLE DI SEMPRE | Indice dei documenti ] Visualizza pagina stampabile Segnala articolo ad un amico

Domenica bambini 30 Ordinario (25 ottobre)


Provviste viaggio: 30 domenica (25 ottobre)



I nostri slideshow