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Ma che razza di Dio c'è nel cielo? (R. Vecchioni)
Pubblicato da: donmauro , il: 23/11/2005

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MA CHE RAZZA DI DIO C’E’ NEL CIELO?  - R. Vecchioni  (commento di Pino Fanelli da “Se Vuoi” )

 

 

Roberto Vecchioni è cantautore e laureato in lettere antiche all’Università Cattolica di Milano, insegnante di latino e greco nei licei classici. Ha anche pubblicato libri di poesie e racconti e un romanzo. Nel suo Album “Il lanciatore di coltelli”, egli intesse un dialogo generazionale tra padri e figli con la voglia di guardare la realtà per cercare di capirla dal di dentro. Il tema di Dio, anch’esso incombente in questo album, è affrontato con l’occhio critico non di un ateo, ma di uno che cerca la risposta alle domande fondamentali dell’esistenza.

 

 

L’infinito silenzio sopra un campo di battaglia

quando il vento ha la pietà di accarezzare;

l’inspiegabile curva della moto di un figlio

che a vent’anni te lo devi scordare…

Sentire d’essere noi le sole stelle sbagliate

in questa immensa perfezione serale;

e non capirci più niente nel viavai di messia

discesi in terra per semplificare.

Ma che razza di Dio c’è nel cielo?...

Ma che razza di guitto mascherato da Signore

sta giocando col nostro dolore?

Ma che razza di disperato, disperato amore,

lo potrà mai consolare?

Aprire gli occhi e morire in un fruscio di farfalla

neanche il tempo di una ninna nanna;

l’idiozia della luna, la follia di sognare,

la sterminata noia che prova il mare;

e a quest’assurda preghiera di parole,

musica, colori, che Gli continuiamo a mandare,

non c’è nessuna risposta, salvo che è colpa nostra

e che ci dovevamo pensare…

Ma che razza di disperato, disperato amore

può tagliare la notte e il dolore?

Ma che razza di disperato, disperato amore

più di questo respirare, più di tutto lo strisciare?...

Ma che razza di disperato, disperato amore

più di questo insensato dolore?

Ma che razza di Dio c’è nel cielo?

Ma che razza di disperato, disperato amore

più di questo non capire, non sapere di sbagliare

e lasciarsi perdonare?

Ma chi è l’altro Dio che ho nel cuore?

Ma che razza di Dio c’è nel mio cuore

che lo sento quando viene,

che lo aspetto non so come,

che non mi lascia mai,

non mi perde mai e non lo perdo mai.

 

 

 

L’infinito silenzio sopra un campo di battaglia…”: è la realtà assurda e triste della guerra con cui l’uomo di ogni epoca ha dovuto fare i conti. Anche oggi assistiamo impotenti a focolai di guerre che si sviluppano in ogni angolo del nostro pianeta. L’esperienza ci insegna che spesso la guerra nasce là dove finisce il dialogo, e che i nazionalismi, fondati sul mito del più forte, accecano la ragione. Ma la guerra non risolve i problemi, anzi, li esaspera creando una serie di reazioni a catena che continuano a portare solo morte e distruzione fomentando ancor più l’odio.

l’inspegabile curva della moto di un figlio che a vent’anni te lo devi già scordare”: le statistiche ci dicono che oggi ogni anno alcune centinaia di giovani muoiono per incidenti su strada dovuti all’eccesso di velocità, per stato di ubriachezza, per aver assunto droghe o per pura casualità. E quando una giovane vita si spezza è davvero un dramma per la sua famiglia che rimane profondamente segnata da questa disgrazia e sempre si chiede perché?.

Aprire gli occhi e morire in un fruscio di farfalla neanche il tempo di una ninna nanna”: anche le cosiddette “morti bianche” interrogano la nostra coscienza. Quanti bambini muoiono ogni giorno per fame, per malattie o vittime innocenti di violenze inaudite!

Ma che razza di Dio c’è nel cielo?... Ma che razza di guitto mascherato da Signore sta giocando col nostro dolore?: davanti a questi drammi nasce spontanea la domanda: Ma Dio dov’è? Perché permette queste cose? O, almeno, perché non interviene per raddrizzarle? Dio non è certamente un pagliaccio che assiste indifferente davanti al dolore. Lascia l’uomo libero di scegliere tra il bene e il male ma gli chiede anche di assumersi tutte le responsabilità delle sue scelte. La guerra, la violenza sono sempre causate dall’egoismo umano. Davanti al dolore Dio non ci chiede di vendicarci, ma ci invita a denunciare i mali con le armi non violente del dialogo e della ricerca della verità, ed anche a perdonare e ad impegnarci in prima persona a costruire un mondo diverso. Dio non è un mago che risolve sempre tutti i problemi con la sua bacchetta magica! Al riguardo, nella Bibbia, c’è un bellissimo libro che varrebbe la pena leggere e racconta la storia di un uomo di nome Giobbe, che fa l’esperienza del dolore: perde tutte le sue ricchezze, la sua famiglia, sperimenta l’abbandono degli amici e l’isolamento, si ammala gravemente, e dopo aver sfogato la sua rabbia verso Dio – che ritiene responsabile di tutto ciò -, capisce che deve solo compiere un abbandono fiducioso nella fede rimettendo tutto nelle mani di Dio. Solo allora la sua vita cambia. Il dolore fa parte della vita di ogni uomo, e comunque rimane sempre un mistero. Un mistero a cui Gesù, però, ha dato un senso. Coinvolgendosi pienamente in esso attraverso la sua morte in croce Egli ci ha insegnato a vivere il dolore come offerta per un mondo nuovo, perché è sempre dal dono di sé che nasce la vita.

non capirci più niente nel viavai di messia discesi in terra per semplificare”: davanti al problema del dolore si sono attivati anche molti “santoni”, sedicenti messia e creatori di sètte che danno le loro risposte in diverse direzioni: o ignorano il problema, o lo evadono (anche con l’assunzione di droghe) o incitano a ribellioni violente (attraverso la forma passiva del suicidio e di quella attiva dell’omicidio).

e a quest’assurda preghiera di parole, musica, colori, che Gli continuiamo a mandare, non c’è nessuna risposta”: a volte abbiamo la sensazione che Dio rimanga insensibile e distante dai problemi che ci affliggono e ci tormentano. Ma è nella “pedagogia di Dio” rispondere con il silenzio perché vuole che siamo noi a tirare fuori tutte le risorse possibili, le nostre potenzialità per cominciare a cambiare il mondo. Vuole che anche noi facciamo la nostra parte. Il resto lo farà Lui. Ogni preghiera, ogni lacrima versata arriva sempre al cuore di Dio, solo che i tempi di risposta a volte sono un po’ lunghi… sono i tempi di Dio!.

Ma chi è l’altro Dio che ho nel cuore? Ma che razza d’altro Dio c’è nel mio cuore, che lo sento quando viene, che lo aspetto non so come, che non mi lascia mai, non mi perde mai e non lo perdo mai”: in effetti Dio non è poi così lontano, ma è “più intimo a noi che noi stessi”. Lo abbiamo dentro di noi… perché Lui al tempo stesso è l’infinitamente grande e lontano e l’infinitamente piccolo e vicino. Dio è tutto, è dovunque, è talmente invischiato nei nostri drammi umani che nemmeno ce ne accorgiamo.

E’ il DIO CON NOI!.

 

 

 

 

PER RIFLETTERE: àDavanti a drammi come la guerra, la morte, che risposte dà la tua coscienza? Come reagisci di fronte al dolore? àChe immagine di Dio ti sei fatto fino ad ora? àLa strada che ti propone Gesù è convincente per te o ti lasci sedurre da altri “messia” che svendono ricette di felicità? àCredi nell’efficacia della preghiera? Credi che la preghiera è fatta soprattutto di ascolto e non di parole? àCredi che Dio è anche dentro di te? (proposto da paoletta)

 

 

 

 

 

 

 

 

           




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