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Parlaci dell'amore
Pubblicato da: donmauro , il: 17/11/2005

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PARLACI DELL’AMORE

 

Allora Almitra disse: “Parlaci dell’Amore”.

Ed egli alzò la testa e girò gli occhi sulla folla, e cadde un’improvvisa pace su di loro. E a gran voce egli disse:

“Quando l’amore vi comanda, seguitelo,

anche se le sue vie sono dure e scoscese.

E quando le sue ali vi abbracciano, arrendetevi a lui,

anche se la lama, nascosta tra le sue piume, vi potrà ferire.

E, quando vi parla, credete in lui.

Anche se la sua voce può cancellare i vostri sogni, come il vento del nord scompiglia il giardino.

 

Perché l’amore come vi incorona, così vi mette in croce.

E come vi fa crescere, così vi porterà allo stesso modo.

Come sale fino in cima e accarezza i rami più teneri che palpitano al sole,

così scenderà nelle vostre radici e le scuoterà fin dove più a fondo si aggrappano alla terra.

 

Come i covoni di grano, vi raccoglie in sé.

Vi batte fino a farvi spogli.

Vi setaccia per liberarvi dalla pula.

Vi macina per farvi bianca farina.

Vi impasta finché non siete docili alle mani;

e vi consegna al suo fuoco sacro,

perché siate il pane consacrato alla mensa del Signore.

 

Questo deve compiere in voi l’amore, così che conosciate i segreti del vostro cuore e, conoscendoli, diventiate un frammento del cuore stesso della Vita.

Ma se per vostra paura cercherete nell’amore soltanto la quiete e il piacere,

allora meglio per voi che copriate la vostra nudità e che lasciate l’aia dell’amore,

per il mondo senza stagioni dove riderete, ma non tutto il vostro riso,

e piangerete, ma non tutto il vostro pianto.

 

L’amore non dà altro che se stesso e non prende niente se non da sé.

L’amore non possiede né vuol essere posseduto;

perché l’amore basta all’amore.

 

Quando amate, non dovreste dire: “Dio è nel mio cuore”, ma piuttosto:

“Io sono nel cuore del Signore”.

E non crediate di guidare la rotta dell’amore, perché è l’amore, se vi trova degni, a indicarvi il cammino.

 

L’amore non ha altro desiderio che consumarsi.

Ma se amate e dovete inevitabilmente avere desideri, siano questi i vostri desideri:

Sciogliersi ed essere come il ruscello che scorre e canta la sua canzone nella notte;

Conoscere la pena di troppa tenerezza;

Essere feriti dalla vostra stessa sensazione d’amore;

E sanguinare di buon grado, con gioia;

Riposare il pomeriggio e, intanto, meditare sull’estasi d’amore;

Con gratitudine tornare a casa, a sera;

E addormentarsi con in cuore una preghiera per l’amato e un canto di lode sulle labbra”.

 

Da “Il Profeta” di Kahlil Gibran  (postato da paoletta)




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