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Amore mai finito di scrivere
Pubblicato da: donmauro , il: 12/11/2005

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AMORE MAI FINITO DI SCRIVERE  (D.M. Turoldo)

 

 L’ambizione – è naturale – sarebbe di scrivere un libro mai scritto da nessuno, un libro che fosse un evento. Necessario come è la luce e il pane. Un libro da mangiare, da divorare…Impagabile è la gioia di un libro, la cui lettura dirada la tenebra della notte e fa luce ai tuoi stessi pensieri; quando rischiara il moto oscuro del sangue.

Gioia di questo avanzare dell’anima alla scoperta della creazione, alla scoperta di cosa è racchiuso nel cuore di un uomo, nel cuore del tuo amico, di un bimbo. Oppure quando ti spinge sugli abissi di Dio, fino a farti sentire i brividi e le vertigini…

E’ vero: nessuno si metterebbe a scrive questa improba e dolcissima fatica, se non avesse almeno l’illusione di dire cose mai dette prima; cose che lui crede non siano mai state dette. Presunzione invincibile; vizio che si fa virtù: convinzione che muove il mondo. Ma è anche vero che tutto è come se non fosse stato detto fin quando non si fa espressione di te, non diventa la tua verità. Tu stesso non sei che una parola mai finita di dire.

 

 Amore

Ognuno viene al mondo con un suo messaggio da comunicare. Questa è la ragione del nostro cercarci e discorrere. Il dono più grande è la partecipazione delle tue più intime confidenze, della tua faticosa e personale scoperta: “a utilità comune”.

Per questo c’è continuità nella storia, l’unità e insieme la pluralità delle culture. Come se fosse un’unica e infinita verità mai finita di esprimere. Donde questo nostro scoprire all’infinito il mistero.

Sì, alla fine è come se tutto fosse ancora da dire. Perché la luce di oggi non è la luce di ieri; le primavere sono sempre nuove. Il Dio che invocavi ieri non è il Dio di oggi. E a ciascuno egli parla e dice il suo segreto. Pure se dice sempre questa sola parola: Amore.

Chi crede è come uno scriba che trae dal tesoro cose antiche e cose nuove; nel proposito che diventino il tuo tesoro da donare agli altri nella più pura e gioiosa gratuità. Poesia e fede sono il dono di Dio a ogni uomo. Dono che ogni uomo deve elargire ai fratelli.

Nulla ci è dato per noi stessi. Nulla tu hai che non abbia ricevuto; e guai a sotterrare i talenti per paura di perderli: è allora che perderai ogni cosa. Tutto è salvato e impreziosito nel dono.

 

 Olio e vino

Dunque, anche questo scrivere sia un atto d’amore: farci gli uni gli altri occasioni di dolci ispirazioni; fare della stessa vita un poema. Io a tradurre in vita quanto il mio cuore mi ispira. Tu a fare altrettanto. E riuscire così, in questi silenziosi colloqui, a sentirci meno soli, o amico.

L’ambizione sarebbe di suggerirti per ogni giorno un pensiero d’amore: che ti accompagni nel cammino, che ti sia conforto nelle stanchezze, olio e vino sulle ferite.

E dopo trecentosessantacinque pensieri, tu ti decidessi di dire i tuoi pensieri: come se io non ti avessi detto nulla.

Così cerchiamo di capire insieme come amare e riconoscere e rivelare Dio. Sentire come il nome stesso di Dio va in frantumi quando non ci amiamo, mentre si ricompone quando ci amiamo. Salviamo dunque Iddio.

Scrivere per noi il libro dell’Amante e dell’Amato che si parlano e si guardano giorno e notte…. E’ poi dire della sua pietà, della sua misericordiosa dolcezza. E della gioia di sentirci compresi, tenuti per mano, la gioia di sentirci perdonati. E il prodigio di riuscire anche noi a perdonare, a comprendere, a compatire. (postato da paoletta)




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